Da “Il Gazzettino” del 24/07/2000

Un signore mi telefona al Servizio “Il sessuologo risponde”, dicendomi che sua moglie, 34 anni, non è stata mai molto portata al sesso. Ha quasi sempre voluto farlo col preservativo “…ma il fatto che mi sembra grave è che mi ha confessato che non è per non rimanere incinta, in quanto per quello prende la pillola, né per le malattie, in quanto mi dà fiducia di fedeltà, ma perché l’eiaculazione le fa schifo, anche l’odore, e poi si sporca tutto…”. Egli poi continua dicendo che la moglie non raggiunge l’orgasmo, e che il sesso, di sua iniziativa, lo farebbe molto di rado. Mi chiede se può dipendere dal fatto che in casa della moglie non si parlava mai di sesso e quindi non ha avuto alcuna educazione sessuale. Finisce col dirmi che, però, si amano.

Non commento l’ultima frase: l’Amore è un sentimento grande, ineccepibile, a volte strano. Non è sicuramente più autorizzato o più attrezzato a parlarne un medico sessuologo. A parte l’individuo che lo sta provando, forse può parlarne, dell’Amore, un poeta.

Per il resto dell’argomento, così come ho risposto all’interessato, è da dire che gli esseri umani sono molto differenti tra di loro nel campo dell’ erotismo; alcuni poi hanno delle idiosincrasie o avversioni, cioè non gli piacciono alcune cose; altri ancora hanno vere e proprie fobie.

Molto, ovviamente, può dipendere da un’educazione sessuale sbagliata, forse sessuofobica; una semplice “non educazione sessuale”, farebbe sicuramente meno danni.

Nel caso specifico credo trattarsi di una avversione sessuale o di uno stato fobico riguardante il sesso. Va senz’altro tentata una psicoterapia specifica, di tipo sessuologico.

La pelle, come fattore di attrazione fisica e specificamente sessuale, è il tema che, come medico esperto in Sessuologia e Psicoterapia, mi è stato affidato.

La pelle ha una origine embrionale comune con il sistema nervoso e riveste un ruolo molto importante nella medicina psicosomatica.

Le manifestazioni vasomotorie e trofiche che colpiscono la pelle, esprimono spesso una disfunzione del sistema nervoso, endocrino, vegetativo e metabolico. Sulla pelle si scaricano le emozioni, positive e negative.

La pelle segna il confine tra corpo e mondo esterno; essa esamina gli stimoli, sia quelli esterni, sia quegli interni, li filtra, li attutisce, li modula.

La pelle è anche sede di erotismo: le sensazioni che più stimolano e coinvolgono le esperienze di piacere, appartengono al tatto e superano tutte le altre per ricchezza ed estensione, dal momento che è tutta la superficie corporea a servirsene. Sono sensazioni superficiali (carezze), sensazioni più profonde (abbracci), sensazioni di calore ed odori raccolti dall’olfatto (feromoni). Molte funzioni del tatto si connettono poi con quelle della vista. Una pelle bella e gradevole, così come i suoi accessori (capelli, peli, unghie) è sempre stata associata all’attrattiva ed al fascino.

Il ruolo relazionale del tatto inizia sin dai primi contatti che si stabiliscono tra neonato e madre. Il contatto è un tramite che anticipa e prepara ogni altra comunicazione umana. Vi sono – fortunatamente poche – madri che provano un’impressione sgradevole nel toccare il proprio bambino, dimostrando così per lui un’inconscia avversione.

Talune fobie di essere toccati esprimono il timore di essere contaminati, di perdere una supremazia dimostrando una patologica individualità, sempre dannosa nei rapporti umani genuini.

La pelle può essere usata a fini esibizionistici e ciò può essere espressione narcisistica esagerata.

La pelle è sede di reazioni vasomotorie legate alla paura o al piacere o alla vergogna. Il mostrarsi è un preliminare alla sessualità, ma specie se eccessivo può essere un suo surrogato patologico.

Per il suo alto grado di sensibilità, la pelle è intimamente associata con i centri nervosi che regolano le funzioni sessuali. Lo stesso orgasmo può essere considerato una forma specializzata di risposta, un arco riflesso a stimoli cutanei oltre che muscolari e psichici. La pelle possiede una sensibilità tattile particolarmente raffinata nelle zone di confine con le mucose; sono queste le “zone frontiera”, messe al limite delle aperture esterne del corpo (bocca, ano e vagina), suscettibili di un alto grado di eccitazione sessuale, tanto da costituire dei centri sessuali secondari. Il piacere della loro stimolazione è sviluppato sin dalla prima infanzia; è questa poi la base, la componente fisiologica del bacio sensuale, del cunnilinguo, della fellatio; è il ricordo piacevole, già ricco di connotazioni erotiche infantili, della sensibilità delle labbra del bambino a contatto dei capezzoli materni. Seni, cute, labbra e zone di passaggio tra cute e mucose entrano all’epoca della pubertà in stretta correlazione con l’evoluzione degli organi sessuali e con l’eccitamento sessuale. E così anche correlazioni strette esistono tra questi organi e l’ovulazione, le mestruazioni, la gravidanza, l’allattamento; e poi con il cambiato assetto ormonale della menopausa, che comunque al giorno d’oggi, specie se fonti di disturbi o di disagi (cutanei, mucosi, ossei, nervosi, psichici, psicologici), può essere opportunamente seguito e controllato.

La pelle è ciò che appare maggiormente di noi, ma spesso anche anche ciò che noi siamo, sia dal lato fisico che dal lato psicologico-psichico.

La pelle, a parte le malattie specifiche che non sono soltanto e tutte psicosomatiche, ma anche costituzionali, genetiche, dismetaboliche, virali, batteriche e che vanno adeguatamente curate dallo specialista dermatologo, presenta più o meno per tutti con il passare dell’età, il problema delle “rughe”, specie sul viso e delle “smagliature”, che possono essere favorite da diete assurde o da esposizioni incongrue al sole o alle lampade abbronzanti.

Esistono “rughe buone” dovute a sorrisi, ad allegria, a caratteristiche simpatiche e positive mimico-espressive, e “rughe cattive”, dovute a stress, depressione, aggressività.

Le buone si possono anche tenere; le cattive meglio… non farle nascere; il volerle eliminare, cancellarle a tutti i costi con un lifting esagerato può essere addirittura peggio… e poi rinascono, se non ci si modifica dentro. Del resto, la giovinezza è più un atteggiamento mentale che non la pelle liscia o il pelo folto.

La pelle, però, e tutto il nostro corpo, va amata e curata. Chi dedica una giusta dose di tempo e di denaro alla propria persona, basandosi sulla sua realtà e senza spostare l’identità dall’interno all’esterno, non è certo da considerare un narcisista patologico. Migliorarsi nell’aspetto fisico, oltre che psichico, è un dovere verso noi stessi e verso gli altri.

E’ necessario sintonizzarsi col proprio corpo, amarlo, sentirlo come fonte di piacere. Il corpo è una componente integrante della personalità. Non ci deve essere dualismo corpo-mente o carne-anima. Per troppo tempo la corporeità è stata mantenuta nel silenzio, quasi una colpa, perché una certa cultura negativa, moralistica ed anche religiosa, è riuscita a separare la testa dell’uomo (la psiche) dal suo corpo.

Nel mio precedente articolo ho parlato dei meccanismi biochimici della funzione sessuale. E’ un argomento appassionante, specialistico, ricco di futuri sviluppi, che si presta anche a considerazioni etiche. Ci ritorneremo sopra, in seguito.

Ma oggi voglio parlare di un argomento più semplice, più estivo, dato che fa caldo e che si è più spogliati.

Ossessione e tormento di molti uomini sono “le misure” del membro e, per alcuni più sofisticati, anche dei testicoli, in quanto anche questi contribuiscono ad evidenziare “il pacco” sotto il costume o sotto leggeri ed attillati pantaloni.

Senza far commenti diamo perciò, subito, le misure medie del membro: secondo il Kinsey Report del 1990 ed anche di altri precedenti e successivi ricercatori, in condizione di riposo esso è lungo da 7 a 10 centimetri, per arrivare , eretto, dai 12.5 a 17,5. Il diametro è, mediamente, sui 3 cm e la circonferenza su gli 8-9 cm in stato di riposo, per diventare sui 4 cm di diametro e 12 -13 cm di circonferenza, quando è eretto. I testicoli, di forma ovoidale, nell’adulto sono in media 5 x 2,5 x3 cm ; peso circa 30 grammi l’uno.

La patologia ci può essere quando ci si scosta abbastanza, sia in meno sia in più, da queste misure medie, e ciò lo può stabilire solo un medico esperto dopo aver visitato il paziente.

Ma perché molti uomini si ostinano a considerare soprattutto il pene “grande” come una sorta di status symbol della virilità quando, si sa, le dimensioni, se nella norma, non hanno alcuna relazione né con la funzionalità dell’organo né con le prestazioni sessuali né con la possibilità di riuscire a soddisfare una donna? La risposta è la carente, e quindi spesso errata, informazione sessuale. Perché fin quando, fino a pochi anni fa, di sesso era disdicevole o proibito parlarne, i giovani si facevano una loro “cultura” in proposito, magari su delle battute triviali, o sulle riviste pornografiche o sbirciando con apprensione gli altri uomini in varie occasioni, tipo gabinetti o docce, e dato che avevano il “problema”, cioè l’insicurezza, tendevano ad una sottovalutazione delle loro misure. Da dire, inoltre, al proposito, che alcuni uomini abbastanza sviluppati in stato di riposo, non aumentano di molto le loro dimensioni in stato di erezione; mentre altri con una conformazione diversa del tessuto elastico e spongioso del pene, sono magari poco “forniti”in stato di riposo, per poi raddoppiare, o più, le misure in erezione.

Comunque è da dire che, tranne rari casi di veramente patologiche, misere misure, queste contano poco o niente. Quel che conta è, anche nello specifico del rapporto sessuale, tutta la persona e la personalità: se essa piace, se sa coinvolgere, se sa far bene all’amore, se dura un tempo sufficiente, se è creativo, fantasioso, se è attento alle caratteristiche psicologiche ed ai gusti della partner, se sa creare un clima di distensione, di disinibizione, di erotismo.

E’ ormai noto, ma è bene ribadirlo, che nell’uomo l’organo più importante, anche per il sesso, è… la testa che contiene il cervello.

Da “Il Gazzettino” del 26/04/1999

Tra le tante telefonate alla rubrica del Gazzettino “Il Medico risponde”, molte riguardano, per la Sessuologia, argomenti che oggi sembrerebbero assodati o superati ma che, invece, evidentemente, ancora danno agli uomini preoccupazioni e timori.

Essi sono:

  1. la misura del pene;
  2. i tempi di durata del rapporto sessuale;
  3. la ripetizione del rapporto sessuale a breve distanza di tempi;
  4. se è normale masturbarsi o se questo faccia male.

Proviamo a rispondere in sintesi.

1) Il pene a riposo misura circa 9 cm, ma misure inferiori non devono preoccupare in quanto un pene piccolo a riposo, solitamente raggiunge in erezione dimensioni normali ed identiche ad uno più grande e cioè mediamente 15-16 cm di lunghezza, 3-4 di diametro e 12 di circonferenza. Le dimensioni comunque, hanno poco valore nel rapporti sessuali in quanto l’orgasmo fernminile dipende soprattutto da fattori psicologici personali della donna, dall’affiatamento della coppia, dalla fantasia nel fare l’amore, e da posizioni e modi di fare l’amore che stimolino direttamente
o indirettamente la zona clitoridea.

2) La durata del rapporto sessuale è importante in quanto i tempi medi dell’orgasmo della donna sono di 10-15 minuti. L’uomo deve farsi curare della sua eventuale eiaculazione precoce, da un medico sessuologo o da un medico andrologo e deve fare sempre i preliminari.

3) La ripetizione dell’atto sessuale a breve distanza la si faccia solo se ne hanno voglia entrambi: non è anormale né farla, né non farla.

4) La masturbazione non è dannosa, specie nei periodi in cui non si ha il partner. Farla in coppia è una variante, una fantasia realizzabile. La masturbazione è patologica solo se è fatta in maniera ossessivo-compulsiva, se sostituisce il rapporto sessuale o se toglie la voglia di ricercare un partner.

Avevo promesso, la settimana scorsa, di parlare del disturbo sessuale più frequente nelle donne: le difficoltà dell’orgasmo.

Intanto è da dire una cosa ovvia, ma vera. Gli uomini e le donne sono differenti in molti aspetti fisici e psicologici ed anche nel rapporto sessuale e nei suoi eventuali disturbi. La donna è più articolata, più complicata, più cerebrale, lega, più dell’uomo, il sesso al sentimento. Per funzionare bene deve essere rilassata, sicura di se stessa e del suo partner, tranquilla. E’ più sensibile ai particolari, al clima che si crea col partner, alle preoccupazioni, specie delle possibili malattie sessualmente trasmissibili e delle indesiderate conseguenze procreative.

Perciò, specie con un nuovo partner, alcune hanno bisogno di farlo col preservativo per la paura delle malattie e in più con l’assunzione della pillola antifecondativa – che è sicura al 100% mentre il preservativo solo all’86% – per paura della gravidanza; al proposito ho avuto in cura, alcuni anni fa, una giovane che faceva proprio cosi; poi è andata oltre, perché voleva contemporaneamente preservativo, pillola antifecondativa ed anche coito interrotto ed allora… ha perso il “moroso”.

Questo è solo l’inizio: poi la donna ha bisogno di parecchi preliminari, che a molti uomini piacciono, ma a molti sembrano noiosi perché troppo lunghi; inoltre, da statistiche italiane ed estere, non tutte le volte ella raggiunge l’orgasmo. E stato codificato che la donna è normale quando lo raggiunge 6 volte su 10 rapporti. Per inciso, se all’uomo capitasse questo… povero lui! L’orgasmo, poi, nella stragrande maggioranza delle donne, è clitorideo, esterno; col solo coito, sempre se non portate sull’orlo dell’orgasmo i preliminari, pochissime lo raggiungono e la regola è dopo 10-15 minuti; la durata per l’uomo è di 5 minuti dalla penetrazione alla eiaculazione.

Nonostante tutte queste diversità e complicazioni, tra donne e uomini ci si continua a cercare e a far l’amore, tranne una percentuale di circa il 6% che ricerca il proprio sesso.

Da “Il Gazzettino” del 15/03/1999

Qualche lunedì scorso ho scritto che i due più frequenti disturbi sessuologici sono, nell’uomo, la eiaculazione precoce (E.p.) e nella donna l’anorgasmia, cioè l’impossibilità o difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Dicevo di essere tolleranti, dolci, pazienti, nel rapporto sessuale con chi ha tali difficoltà; i rimproveri, la rabbia, le allusioni, i confronti, peggiorano la situazione.

Ma sia ben chiaro che spesso tali riguardi, sempre doverosi perché attengono alla delicatezza d’animo, all’educazione e al sentimento verso il partner – sentimento che si auspica ci sia sempre, in ogni rapporto sessuale – non bastano a risolvere i problemi. Diverse volte ho scritto sull’E.p. e anche sui disturbi dell’orgasmo femminile, ma dato che – come ho detto – sono i disturbi sessuali più frequenti, è il caso di ritornarci su.

Riassumerò alcuni concetti sull’E.p. in questo articolo e nel successivo ritornerò sul disturbi dell’orgasmo femminile.

L’E.p. è stata definita in vari criteri e parametri: è E.p. senz’altro quella che avviene ante-portam, quindi addirittura prima della penetrazione. Ma si definisce E.p. anche quella che avviene dopo pochi minuti (uno, due, comunque meno di cinque) dalla penetrazione. Ma considerando solo i tempi, la diagnosi può essere insufficiente, imprecisa; è più completa se c’è un paragone con i tempi dell’orgasmo femminile. Ma anche qui non vale se la donna è anorgasmica o troppo lunga (il tempo medio per una donna è sui dieci minuti).

La terapia per l’E.p. è raramente di tipo chirurgico-urologico; questa potrebbe essere indicata solo se c’è una marcata fimosi, o un pene ricurvo al punto da creare problemi.

A volte servono dei farmaci, a ognuno il suo, che possono essere tranquillanti o antidepressivi, specie i più recenti serotoninergici.

Il più spesso serve una psicoterapia di tipo sessuologico, per lo più di tipo cognitivo-comportamentale.

Servono anche gli esercizi, “le mansioni” di terapia sessuale che vanno da quelle codificate da Semans a quelle più complete suggerite da Helen Kaplan.

E’ dalla scelta e spesso dalla integrazione di tali terapie che si può avere un buon numero di successi in tale disturbo sessuale.

Da “Il Gazzettino” del 08/03/1999

Una ragazza di 27 anni mi telefona alla rubrica del Gazzettino “Il Medico risponde” e mi dice di avere il fidanzato da due anni e che da circa un anno ha rapporti sessuali, i primi e gli unici per lei.

Dice che il suo fidanzato, più esperto di lei per avere già avuto altre relazioni, le fa capire che le altre avevano un orgasmo più… sconvolgente. Dice anche che una sua amica le descrive sensazioni
che a lei non sembra di provare.

Ho risposto con alcune osservazioni che reputo interessino parecchie donne, specie se ragazze alle prime esperienze.

Primo: mentre negli uomini l’orgasmo è quasi per tutti abbastanza simile e coincide nella maggior parte dei casi con l’eiaculazione, quindi con un segno chiaro e visibile, per le donne non ci sono
segni patognomonici, cioè specifici, ma tanti segni, che possono essere più o meno presenti, più o meno intensi.

Diciamone alcuni: la lubrificazione più abbondante; il gonfiore degli organi genitali; le contrazioni involontarie dei muscoli della vagina, dell’utero, del pavimento pelvico; un rossore diffuso
soprattutto al seno; un inturgidimento dei capezzoli; la respirazione affannosa con gemiti più o meno intensi; l’irrigidimento del muscoli delle gambe e un po’ di tutto il corpo, e poi un rilassamento e un senso di benessere; poi, alcune donne sono pronte, quasi subito, a ricominciare; altre, come la maggior parte degli uomini, desiderano avere un periodo più lungo, ore o giorni, di meritato riposo.

Ma soprattutto, più per le donne, ma anche per molti uomini, l’orgasmo è la “sensazione del massimo piacere” e, come tutte le “sensazioni” …ognuno ha le sue.

Si pensa alle ferie, in questo periodo soprattutto.

Noi siamo tra i primi posti come fruitori del cosiddetto ” turismo sessuale”.

Cuba e dintorni sono le mete preferite: c’è povertà in questi magnifici posti; c’è la speranza di una vita migliore da parte di molte – peraltro bellissime – ragazze del luogo col sogno a volte anche di sposare un italiano e venire a vivere in Italia.

Altra meta ambita è la Thailandia, dove esiste anche una notevole e facile offerta di prostituzione minorile, al confine con la pedofilia.

A parte il lato morale della faccenda, il cui aspetto più grave è il considerare “l’altro” un oggetto di piacere e non una persona libera e partecipante ad un piacere reciproco, esistono anche i rischi di contrarre malattie a trasmissione sessuale la più temibile delle quali è l’AIDS, a cui seguono per gravità la sifilide, la blenorragia, l’ulcera venerea, il linfogranuloma, l’erpes genitale, ecc.

D’obbligo, il preservativo, sempre, per qualsiasi tipo di rapporto.

L’aspetto psicologico di chi ne usufruisce è, come per ogni forma di prostituzione, il concetto di mercificazione, di consumismo, di uno degli aspetti più belli della vita, che è il rapporto sessuale, se inserito in un più ampio rapporto umano – se anche non di Amore, che comunque sarebbe il massimo – ma almeno di attrazione, di simpatia, di partecipazione reciproca.

E più ancora che nelle altre forme di prostituzione, nel turismo sessuale vengono fatte “abbuffate di sesso” in un breve periodo per rimanere magari poi in astinenza per un lungo periodo, con l’unica previsione di un altro “tour de force”; ed anche ciò nuoce alla salute psichica e fisica.

Da “Il Gazzettino” del 01/03/1999

Tra le tante problematiche che mi pongono i lettori del Gazzettino attraverso la rubrica “Il medico risponde” e che mi pongono i miei pazienti, nell’ambito della sessuologia e dell’andrologia, i più frequenti disturbi risultano essere quelli riguardanti, nell’uomo la eiaculazione precoce e nella donna la difficoltà di raggiungere l’orgasmo. In realtà risulta dalla letteratura e dalla mia stessa pratica, che l’uomo in media dura 5-6 minuti dal momento della penetrazione a quello dell’eiaculazione, mentre la donna, sempre mediamente, raggiunge l’orgasmo dopo 10/15 minuti.

La eiaculazione precoce sulla quale ho già scritto in questa rubrica, è quando l’uomo dura meno del tempo medio suddetto; e l’orgasmo ritardato della donna è quando la donna ci mette
di più 10·15 minuti. È chiaro che in tali situazioni si deve intervenire e cercare di rendere l’uomo più lento e la donna più rapida.

I rimedi sono di solito di tipo psicoterapeutico-sessuale, con esercizi di focalizzazione sensoriale (psicoterapia cognitiva comportamentale). A volte sono necessari anche dei farmaci.

Ma al di là di tali aspetti medici, mi preme dire una cosa importante. Spesso la donna rimprovera l’uomo troppo veloce di egoismo e a volte matura una vera e propria rabbia contro di lui; io penso che sono veramente rari gli uomini che, se potessero, non durerebbero più a lungo, anche perché un conto è il piacere di un rapporto che duri un minuto, un altro conto è che duri 15/20 minuti. Quindi non è questione di egoismo, ma di disturbo, che va curato.

Così è anche vero che a volte l’uomo si stufa, a volte si arrabbia, se la donna è troppo lunga. Ma anche questo è fuori luogo, perché anche qui credo siano poche le donne che per dispetto non arrivano all’orgasmo in tempi ragionevoli.

Anche per loro, se questo succede, è un disturbo; può essere un’assenza di desiderio o una distrazione da ciò che si sta facendo.

In conclusione, con i rimproveri, con la rabbia, con i mugugni, con le allusioni, non si risolve nulla.

Da “Il Gazzettino” del 22/02/1999

Una lettrice del Gazzettino mi telefona dicendomi che ha due figlie, una di 21 anni, che ha il “moroso” ed un’altra di 17.

Mi chiede se e come e quando si dovrebbe parlare di problemi legati al sesso con le figlie, anche perché la grande sfugge questi argomenti, dicendole che il suo fidanzato la rispetta, e la più giovane ci scherza su e dice alla madre di non preoccuparsi. Peraltro molti giovani si lamentano di un “silenzio sessuale” in famiglia, ma più che altro di un clima sessuofobico.

Azzardiamo qualche osservazione e qualche consiglio.

L’educazione sessuale, più che informazione, deve essere… un clima di libertà e di apertura che si respira il famiglia, a cominciare sin dalla più tenera età. L’informazione, in tale contesto, verrà più tardi, verrà fatta quando i figli la richiederanno in maniera più o meno esplicita e le parole scelte andranno adattate all’età, alla cultura, al carattere del ragazzi. Ma la famiglia sarà capace di questo se, a sua volta, è preparata e matura anche in questo aspetto importantissimo per lo sviluppo e la maturazione non solo sessuale, ma anche sentimentale-affettiva dei figli. Ecco perché, secondo me, l’educazione sessuale andrebbe fatta ai genitori, già quando hanno i figli alle elementari, coinvolgendo anche gli insegnanti.

Al liceo ed all’Università, poi, ci dovrebbero essere Consultori di sessuologia, di andrologia, ginecologia, e di altre branche specialistiche della medicina.

Anche il sistema sanitario pubblico dovrebbe istituire dei centri di consulenza sessuologica, Come anche deve essere lasciato spazio e modo di esercitare la libera professione di questa importantissima branca della medicina.

Ma da parte di chi andrebbero fatte l’educazione e le eventuali terapie sessuali? Ovviamente, e non perché lo lo sono, da un medico esperto in sessuologia, per specifici studi e per specifica pratica professionale. Il medico sessuologo è il professionista in grado di coordinare la complessa fase della diagnosi dei disturbi del comportamento sessuale degli uomini e delle donne, per poi indirizzare il paziente verso le terapie più adatte per lui, sapendo scegliere tra farmaci e/o psicoterapia specifica sessuale. Egli deve essere, inoltre, libero il più possibile da ideologie.