Numerose lettere di donne che vorrebbero una risposta dal medico sessuologo, dott. Mercuri sul fatto che sono entrate in menopausa ma si sentono ancora pienamente giovani anche dal lato sessuale e sono interessate ma perplesse ad intraprendere una terapia ormonale sostitutiva.

La menopausa non va più considerata come una sorta di destino da subire in modo passivo. La donna non può “sprecare”, accettando con rassegnazione questa fase della sua vita, con tutti i problemi annessi, un terzo della sua vita. Tale è, infatti, il periodo di tempo trascorso in menopausa, visto che ormai l’aspettativa di vita raggiunge i 75-80 anni. E’ necessario impostare un vero e proprio programma di tutela della salute, che comprenda non solo il controllo dei sintomi soggettivi presenti nel 35-40% delle donne, ma anche la prevenzione di quell’impennata di rischio, soprattutto cardiovascolare e a carico del sistema scheletrico, che si registra in menopausa.

Questo programma di tutela della salute della donna comprende la necessità di adottare un corretto stile di vita – con un’attenzione particolare alla dieta e all’attività fisica – e la possibilità di ricorrere alla terapia ormonale sostitutiva.

Non tutto è ancora chiaro, in termini di inizio e durata del trattamento, di alternanza delle varie formulazioni estroprogestiniche, di disponibilità di parametri che consentano una migliore personalizzazione della terapia. Ma alcuni punti fermi ci sono: la terapia sostitutiva con estrogeni, alle dosi attuali e in sequenza o combinazione con i progestinici, soluzioni che hanno ridotto il rischio di tumori, previene e cura l’atrofia della cute e delle mucose, dimezza l’incidenza di fratture e riduce drasticamente, fino al 50% l’incidenza di infarto e di emorragie cerebrali.

Ma anche aldilà di tali inconfutabili conoscenze scientifiche, si deve capire che al giorno d’oggi, per fortuna si è passati da una medicina unicamente curativa di “malattie”, ad una medicina curativa anche della qualità della vita – che a mio giudizio è più importante della semplice durata della stessa -.

Perciò ben vengano i rimedi che possono non dico prolungare la giovinezza, ma dar vita agli anni e non soltanto dare anni alla vita.

Ben vengano e si sviluppino sempre più alcuni campi medici relativamente moderni, quali la chirurgia estetica, la sessuologia, le varie forme di psicoterapie; non con questo si faciliterà una società edonistica ed egoista; anzi sono convinto che chi sta meglio con se stesso, chi è più contento e più felice, sia più tollerante e buono anche con gli altri.

da “Il Gazzettino” del 11/06/1998

“Par condicio”: se ne parlava in continuazione, circa due anni fa. Poi il silenzio.

Che se ne ritorni a parlare – speriamo non troppo e non a sproposito – per merito o colpa del “Viagra per signore”? Si sta sperimentando il Viagra (o simili) anche sulle donne e pare che funzioni. Sarebbe una pari opportunità terapeutica, a chi serve, per curarsi una carenza o un disturbo, che non si può non condividere.

Il tema dei farmaci che aiutano la sessualità femminile potrebbe senz’altro scatenare fantasmi; e discorsi infiniti ammantati di morale che potrebbero invece avere una motivazione profonda di paura… di perdere. Ma di perdere cosa? E chi potrebbe avere questa paura? Molti uomini potrebbero pensare: abbiamo appena riconquistato (dal Viagra) la sicurezza sessuale, minata dall’emancipazione femminile ed ecco che adesso anche alle donne si dà la possibilità di “far scintille ” a letto… riperdiamo la sicurezza.

Ma a questo punto si devono fare alcune considerazioni. La prima è che, chi è sicuro di sé non gradisce, non gli serve che l’altro sia insicuro, carente… anzi, tutt’altro… e poi farà meno fatica , sarà più rilassato. Inoltre io credo che le donne non si scateneranno, non andranno “matte per il Viagra “, come è successo a molti uomini.

Io credo che, ancora oggi, molte donne siano condizionate a non dare molto valore al sesso. Esse si reputano appagate se pensano di essere amate, e di fare stare bene il loro uomo. C’è una lontana radice biologica in tale psicologia femminile; ma io credo di più a secoli di condizionamento sociale.

Ma oggi la donna lavora per lo più fuori casa, guadagna, è importante socialmente quanto l’uomo. Anche per la donna casalinga, che lavora in casa cioè, è cambiato il modo ed il tipo di lavoro, di condurre la casa, l’impegno nell’educare i figli. Se è intelligente, se ama la cultura, se non è “casalinga frustrata”, sa tenere anche i rapporti adeguati familiari e sociali; è quindi anch’essa cambiata e
considerata importante alla pari delle altre.

Ed è allora giusto, è arrivato il momento, che la donna si scrolli da dosso il concetto che serietà fosse quasi sinonimo di castità o peggio di disinteresse sessuale e frigidità.

Ben venga anche per lei un aiuto se le serve, se ha problemi sessuali, se è un medico esperto in tali problemi e disturbi a reputare opportuno prescrivere un farmaco che le migliori la qualità della vita; com’è per gli uomini, con pari opportunità terapeutiche e “par condicio” effettiva, eticamente giusta.

da “Il Gazzettino” del 08/06/1998

Sono moltissimi i lettori che vogliono saperne di più sull’uso del Viagra. Abbiamo più volte trattato l’argomento, ma restano ancora alcuni punti che meritano di essere chiariti, come la sua efficacia in pazienti che non hanno veri e propri problemi di erezione. Per il medico-sessuologo usare il Viagra in certi momenti è inutile.

Amore, sesso, Viagra e dintorni.

Su amore e sesso si è detto e scritto tantissimo, da sempre.

Anche sul Viagra, da due mesi. Si è scritto e detto a proposito e a sproposito, come per tutte le cose alle quali la maggioranza delle persone attribuisce grande importanza.

Amore e sesso, a volte vanno insieme: ed è il massimo.

A volte ci può essere amore senza sesso (pare sia più delle donne e delle persone molto buone) e a volte c’è sesso senza amore (pare sia più frequente negli uomini).

Il Viagra a cosa e a chi serve? Non certo all’Amore, nel senso di farlo nascere o rinascere. Non certo a chi funziona già sessualmente, perché, non potenzia le prestazioni, ma addirittura
la sua assunzione inutile potrebbe provocare una dipendenza psicologica dal farmaco.

Ipotizziamo adesso una coppia che si ama nel senso che si rispetta, sta bene insieme, ma non fa sesso, o per una libera e reciproca scelta di castità, o per assenza di desiderio sessuale di uno o di entrambi: bene, anche in questo caso il Viagra non serve: ci potrebbe essere alla base un modo di concepire l’unione, ci potrebbe essere una depressione, ci potrebbero essere disturbi ormonali, malattie debilitanti, grossi dispiaceri e stress.

E se invece il desiderio ci fosse, ma il sesso non rispondesse, purtuttavia?

In questo caso li medico, esperto in problemi e patologie sessuali, e solo lui, dopo aver fatto i doverosi accertamenti clinici, può dare questo farmaco che potrebbe ridare completezza anche sessuale alla coppia. Il medico darà in questo caso un farmaco utile, e sarà, come deve essere sempre un medico, anche eticamente corretto.

Speriamo quindi che per questi casi, che sono numerosi, al più presto questo farmaco si possa prescrivere anche in Italia.

Sempre più numerose le richieste di aiuto “per funzionare” (caduta del desiderio e disturbi erettivi) o “per funzionare meglio” (per lo più disturbi dell’eiaculazione nell’uomo e anorgasmia nella donna). E non è vero che tali richieste vengono soprattutto da anziani, tutt’altro; sono molte le richieste dei giovani, per lo più da cause psicologiche o da inesperienza.

Parlando di persone in età, sono per la maggioranza uomini che accusano difficoltà erettive.

L’età: c’è una “età anagrafica” che è un incidente burocratico; c’è una “età biologica” che dipende dal patrimonio genetico trasmesso dai genitori ma anche da come noi stessi riusciamo ad evitare di rovinarci la salute con abusi soprattutto di tabacco, alcool, farmaci inutili, eccesso di cibo, vita esclusivamente sedentaria. C’è poi una “età psichica”, che può essere “giovane” a qualsiasi età;
intendendosi come tale quella con caratteristiche di curiosità, di entusiasmo, di coraggio, ottimismo, e gioia di vivere.

Anche quest’ultima età è legata al biologico ma dipende molto anche da noi, da come ci poniamo di fronte alla vita, a noi stessi, agli altri.

Il sesso è soprattutto legato a queste due ultime età; per quasi tutte le manifestazioni della vita – ed il sesso fa parte di queste – si può anche essere vecchi a trent’anni e giovani a settanta.

da “Il Gazzettino” del 25/05/1998

Vorrei avere qualche informazione sulla pillola del sesso di cui adesso tanto si parla. E’ in vendita anche in Italia, oppure, quando lo sarà? Può provocare dei problemi alla salute?

La “pillola del sesso” Sildenafil (nome chimico) della Pfizer (casa farmaceutica), da circa un mese in vendita negli Stati Uniti d’America, dopo otto anni di studi e sperimentazioni su migliaia di persone e con l’approvazione della F.D.A. (Food and Drug Administration).

In Italia sarà in vendita nelle farmacie per la fine dell’anno; ma, sotto la personale responsabilità di un medico esperto di disfunzioni sessuali e con il “consenso informato” del paziente, il farmaco può già essere usato anche da noi; c’è una certa difficoltà a procurarselo ed il prezzo è elevato.

Però sembra proprio che funzioni in molti casi di disturbo erettivo dell’uomo; e può essere usato anche, in alcuni casi, nella donna (carenza di eccitazione); questo aspetto sulla donna è ancora in via di sperimentazione. Il meccanismo d’azione di questo farmaco è abbastanza fisiologico, cioè favorisce i meccanismi normali dell’eccitamento, che nell’uomo si esprime con l’erezione del membro, e nella donna con la lubrificazione vaginale e la tumescenza dei corpi cavernosi del clitoride.

Più in particolare da un punto di vista biochimico il Sildenafil è una sostanza che inibisce un enzima (5-fosfodiesterasi) deputato alla inattivazione dell’ossido di azoto (NO). Il meccanismo fisiologico dell’elezione implica il rilascio e l’azione dell’ossido nitrico nei corpi cavernosi del pene durante la stimolazione sessuale. Il Sildenafil aiuta questo meccanismo d’azione.

Il Viagra non serve a chi non ne ha bisogno; non trasforma gli uomini in Superman; ripristina soltanto, in un buon numero di casi, specie non gravi, la normale funzione sessuale in chi l’ha persa a causa di disturbi fisici (circolatori, dismetabolici, ecc.) o psicologici (stress, ansia da prestazione, ecc.). I casi più seri, più gravi, avranno ancora bisogno, invece, della iniezione intracavernosa (sul membro) la prostaglandina, o di altri presidi terapeutici.

Alcune altre notizie sul Sildenafil: non è efficace se manca la stimolazione sessuale o l’interesse sessuale. Questo aspetto è molto gradito alla partner; mi spiego: prima del Viagra, per l’erezione il farmaco era la prostaglandina, per iniezioni sul membro; dopo pochi minuti, anche senza interesse per quella determinata donna, anche senza coinvolgimento emotivo e sessuale, il membro si erige comunque; la donna si può sentire giustamente un oggetto o una donna qualsiasi e questo la può far sentire umiliata.

Col Viagra invece nulla succede se l’uomo non ha interesse per quella donna o non ha desiderio sessuale, se è indifferente. Questo è un meccanismo d’azione più umano, più etico.

Il Viagra viene rapidamente assorbito dopo circa mezz’ora dall’assunzione per via orale e la massima concentrazione nel sangue si ha dopo sessanta minuti circa; viene metabolizzato da fegato; dopo un pasto grasso l’assorbimento è ridotto; la confezione è da 25/50/100 mg. – trenta pastiglie per flacone; sono piccole pastiglie azzurre a forma romboidale.

Controindicazioni: malattie cardiache e terapie a base di nitrati (cerotti alla nitroglicerina che si usano per l’angina pectoris) e malattie della retina.

Precauzioni generali: nei soggetti predisposti al priapismo (erezione lunga, dolorosa e prolungata del membro). Non usare in concomitanza con altri farmaci erettogeni. Non somministrarlo a donne in gravidanza né durante il periodo dell’allattamento; tra l’altro, nella donna, il viagra ancora non si può prescrivere perchè è ancora in fase di sperimentazione.

Tra i possibili effetti collaterali, non frequenti, può esserci una modesta cefalea passeggera; un modesto abbassamento della pressione; qualche arrossamento cutaneo; modesti disturbi gastro-intestinali e transitori disturbi visivi (tipo sensibilità aumentata alla luce e visione un po’ colorata).

Prudente iniziare con la dose da 25 mg. per arrivare, se nel caso, a 100 mg. Per la maggior parte dei casi la dose si attesta sui 50 mg. Mai più di una compressa al giorno da prendere un’ora prima, circa, del rapporto sessuale, prudenzialmente non più di una- due volte alla settimana; necessari, prima di assumere il Viagra visita specialistica sessuologica ed alcuni esami.

Durante l’assunzione sono necessari controlli da parte del medico sessuologo, anche per evitare dipendenza psicologica.

Dyspareunia – nome di derivazione greca, come quasi tutti i termini medici: con questo termine si intende il dolore genitale durante il coito.

Il più spesso la dyspareunia deriva da cause organiche: infezioni dei genitali femminili e patologie di organi pelvici vicini.

Se durante la penetrazione il dolore è accusato nei pressi dell’ orifizio vaginale, ciò può essere a causa di un’infezione della vulva o della vagina da funghi, come la candida, o da tricomonas o da altri agenti patogeni come il virus dell’herpes genitale.

La terapia è antibatterica, o antifungina, o antivirale e deve essere fatta da entrambi i partners. Se invece il dolore coitale è profondo esso può originare dall’utero e dalle tube uterine, o dall’ovaio, o da altri organi interni del bacino: cistite, uretrite, emorroidi, stitichezza cronica.

Possono esserne, a volte, causa gli anticoncezionali meccanici: diaframma, spirale, profilattici; a volte anche il tipo di pillola anticoncezionale può dare il disturbo: in questo caso va cambiata e, se del caso, abolita è sostituita con altro mezzo anticoncezionale.

Esistono però anche cause psicogene: ansia, paura della penetrazione, carenza di libido, di eccitamento sessuale con assenza o insufficienza di lubrificazione, conflitti di coppia, irritazione fino all’odio cosciente o inconscio verso il partner per colpe reali di quest’ultimo o per colpe immaginate dalla donna per nevrosi o altre patologie psichiche: il dolore al coito può ostacolare ogni forma di godimento e simbolizzare l’ostilità verso il partner.

Quindi anche per la dyspareunia, come per tutti i disturbi sessuali maschili femminili, il medico sessuologo dovrà indagare per prima cosa sulle eventuali cause organiche; escluse queste si indagheranno le cause psicologiche-psichiche e la cura di queste ultime sarà una psicoterapia di tipo sessuologico, cioè specifico per le disfunzioni sessuali: in più delle volte di tipo cognitivistico-comportamentale.

 

Tra le varie cause di disturbi sessuali, di quelle di origine psicologica (per non parlare di quelle di origine psichiatrica, più gravi e più complesse) molto frequenti, specie dei giovani in entrambi i sessi.

Tra le cause psicologiche ed annoverarsi, per primo, lo stress, di cui tanto si parla e che in effetti costituisce uno dei veri problemi del vivere odierno.

Stress da lavoro, stress da eccessivi impegni sociali, eccessivo arrivismo in tutti i campi, eccessivi stimoli consumistici, ecc. È chiaro che alcuni individui sono costituzionalmente più predisposti di altri a cedere sotto tali pressanti sollecitazioni.

Ci sono poi le sindromi ansiose e depressive e le fobie, sia situazionali che di tipo nevrotico, che incidono, anche queste, sulla funzione sessuale, sull’erotismo e sul desiderio sessuale che ne sono propulsori a livello psichico. La caduta del desiderio, infatti, è la prima conseguenza, in campo sessuale, dei disturbi psicologici sopra accennati.

Ci sono quindi i disturbi della potenza sessuale nell’uomo che si presenta ridotta o con problemi riguardanti l’eiaculazione, più spesso precoce, talvolta ritardata o assente.

Nella donna tali disturbi si possono manifestare con vaginismo o problemi di orgasmo.

Perché serve sapere ciò?

  1. Perché si dovrebbe, nei limiti del possibile, evitare una vita stressante o, perlomeno, compensarla con attività, nel tempo libero dal lavoro, che piacciano veramente e non – anche queste – (auto) imposte dal vortice in cui si è presi.
  2. Perché è giusto ricorrere, nei casi suddetti, ad una terapia idonea, se possibile solo di tipo psicoterapico (e bastano, il più delle volte, le cose “psicoterapie brevi” di sostegno, di rilassamento, comportamentali, relazionali, di coppia, ecc.), unitamente a specifiche terapie sessuali, da quelle proposte dai pionieri Masters e Johnson a quelle più recenti e complete di Helen Kaplan.

A volte può servire qualche blando farmaco tranquillante o antidepressivo, scegliendoli però tra quelli che non disturbino la funzione sessuale per le note ed accertate interferenze tra psicofarmaci e sistema neuroendocrino; basti pensare di comportamento sessuale è la risultanza di una componente stimolante rappresentata dai sistemi dopaminergico e colinergico ed una componente inibente rappresentata dal sistema serotoninergico.

È chiaro che il medico sessuologo al quale il paziente si sia rivolto, farà – prima di ogni terapia – eseguire gli opportuni esami clinici, che vanno dai più comuni esami di laboratorio al dosaggio ormonale sia nell’uomo che nella donna, fino alla eventuale cavernografia dinamica (ecocolordoppler) nell’uomo.