Andrologia

L’andrologia diagnostica e cura dei disturbi sessuali maschili

Cos‘è l’andrologia

L’andrologia studia, diagnostica e cura i disturbi sessuali e procreativi dell’uomo su base prevalentemente organica.
L’andrologo è il medico che si occupa dell’apparato genitale maschile, a partire dalle problematiche dell’età dello sviluppo fino a quelle dell’età geriatrica.

Gli Andrologi Italiani – almeno quelli iscritti, come il sottoscritto, alla Società Italiana di Andrologia (SIA) – sono circa 800.
La SIA promuove l’aggiornamento continuo dei suoi iscritti con qualificati corsi di aggiornamento e con prestigiosi congressi.

Molti di questi andrologi, specie quelli che sono anche specialisti urologi, trattano con specifica competenza disturbi della prostata, varicocele, ed alcuni di loro attuano tutta una micro-chirurgia specialistica anche per i problemi di infertilità a causa maschile.

Altri andrologi invece, tra i quali il sottoscritto, curano maggiormente le cause medico-internistiche-endocrinologiche che possono dare disturbi sessuali quali deficit erettivi o disturbi dell’eiaculazione o calo del desiderio sessuale, oppure problemi di diminuita fertilità.

Altri ancora, specie se hanno anche altre specializzazioni e competenze specifiche, curano anche, con particolare attenzione, l’aspetto relazionale di coppia, quando tale aspetto diventa problematico ed incide sulla funzione sessuale; ed è a questo livello che l’andrologia, branca della medicina, si lega alla sessuologia che attiene agli aspetti psicologici del singolo o della coppia.

Quando è necessario l’andrologo?

L’andrologo cura l’aspetto “fisico” delle problematiche relative all’apparato sessuale e riproduttivo maschile.

In pratica, in presenza di un problema l’andrologo va a ricercare (ed eventualmente ad escludere) tutte le cause di natura fisiologica attraverso una visita approfondita ed esami specifici.

L’andrologo infatti si avvale di strumenti diagnostici quali:

  • l’ecocolordoppler, per valutare la regolarità del flusso ematico e delle strutture cavernose all’interno del pene;
  • la monitorizzazione delle erezioni notturne;
  • la misurazione dei potenziali evocati corticali e sacrali per escludere patologie neurologiche.

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