Tre casi
Da “Il Gazzettino” del 29/10/1999
Fra le sempre numerose telefonate al servizio del Gazzettino “Il Medico Sessuologo risponde”, tre sono quelle che reputo possano interessare molti lettori.
Un signore di 70, operato di aneurisma all’aorta addominale, mi riferisce che da dopo l’operazione non riesce più ad avere rapporti sessuali, e mi chiede se si può far qualcosa. Il problema si potrebbe risolvere dicendo che… ringrazi Iddio di essere ancora vivo. Ma, al di là di tale banale e cinica considerazione, è invece da capire che l’uomo, finché è in vita, vorrebbe, tra le altre funzioni vitali come camminare, mangiare, parlare, leggere, ricordare, avere affetti e sentimenti, anche essere capace, pur con i limiti dell’età, di funzionare sessualmente.
La risposta, quindi, come medico sessuologo, è che anche a quell’età, compatibilmente con le condizioni fisiche generali, sia per l’età che per l’operazione subita, non è ridicolo, né deontologicamente scorretto, cercare di aiutare con i presidi medici oggi a disposizione.
L’altro caso è di un uomo di 45 che ha voluto provare, con la propria moglie consenziente e curiosa anch’essa, lo “scambio di coppia”. Tutto bene: sembrava anche che una nuova vitalità sessuale si fosse instaurata tra loro, ma dopo un po’ di tempo… lui non funziona più sessualmente se non in quel contesto fortemente trasgressivo. In realtà questo è un rischio che spesso si corre. Molto ci sarebbe da dire e da interpretare, ma la prima considerazione immediata, ovvia ma vera, è che quando ci si abitua a… cibi molto saporiti, poi il normale può sembrare insipido. Da dire inoltre che la coppia che decide di sperimentare tale comportamento sessuale trasgressivo, vuol dire che qualche problema ce l’ha e che quindi lo “scambio” non va sperimentato come terapia.
L’altra telefonata è di una donna di 45 anni che ha avuto una relazione sul posto di lavoro, con un collega di 30. Ma quando si è accorta che questo aveva anche altre relazioni, lo ha lasciato; è passato un anno e lei… pensa ancora a lui, anche perché continuano a lavorare assieme. Tre le considerazioni che si possono fare: la molto più giovane età di lui; la relazione nata e maturata nello stesso ambiente di lavoro; il diverso significato che ad una relazione di solito dà la donna rispetto all’uomo, specie se questi è più giovane.



