Super Viagra

Da “Il Gazzettino” del 17/03/2000

Ho scritto ancora, tempo addietro, che per i disturbi sessuali, maschili e femminili, gli uomini credono di più all’efficacia dei farmaci mentre le donne all’aspetto psicologico, sia come causa dei disturbi, sia come rimedio.

In realtà hanno ragione entrambi: nella stragrande maggioranza dei casi il disturbo sessuale, in entrambi i sessi, ha origine mista, sia organica, sia psicologica e la “cura” deve anch’essa essere duplice.

Molte le telefonate al Servizio del Gazzettino “Il Sessuologo risponde” di uomini che chiedono notizie del “SuperViagra” o di altri prodotti ad effetto simile.

Chiariamo subito che l’armamentario terapeutico utile, efficace in molti casi, prescrivibile in Italia, per i disturbi erettivi – che sono tra i disturbi sessuali dell’uomo quelli più gravi nel senso di mortificare la gioia della vita psico-fisica nell’uomo e nella coppia – è composto soprattutto dalle “prostaglandine” con iniezioni “in loco” intracavernose, ed il “Sildenafil” (Viagra).

Le prime facilitano l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene, permettendone l’erezione; il Sildenafil agisce con lo stesso meccanismo agendo su alcuni specifici enzimi.

Sono dei “farmaci” nel senso più specifico del termine. Vanno dati a chi realmente ne ha bisogno, prescritti da un medico esperto e perfezionato in discipline andrologiche e sessuologiche. Hanno le loro controindicazioni: per le “prostaglandine” bisogna stare attenti soprattutto ad alcune patologie specifiche dell’organo maschile; per il Sildenafil ad alcune patologie cardiocircolatorie, principalmente angina pectoris o postumi di infarto del miocardio, specie se si è in cura con nitrati o nitriti, ed inoltre alcune malattie dell’occhio.

Tra i farmaci in via di sperimentazione, già abbastanza avanzata, c’è il cosiddetto “SuperViagra”, farmaco con meccanismo d’azione simile al Viagra, ma più selettivo, che agisce cioè solo su alcuni enzimi specifici dei corpi cavernosi del pene; basterà quindi, per fare effetto, un minore dosaggio, ed avrà anche minori controindicazioni ed effetti collaterali.

Un altro farmaco studiato e già in avanzata fase di sperimentazione, e che sembra proprio dare ottimi risultati, è l'”apomorfina”. Ha un meccanismo di azione molto diverso, sia dalle prostaglandine, sia dal Sildenafil. Agisce non direttamente a livello periferico dei corpi cavernosi del pene, ma a livello centrale, sul cervello, aumentando un neurotrasmettitore, la “dopamina”, che stimola il desiderio sessuale e quindi, indirettamente, provoca l’erezione. Già si sanno le dosi utilizzate dagli studi di sperimentazione, dai 2 ai 6 milligrammi. Già si sa che si deve sciogliere sotto la lingua e che l’assorbimento e quindi anche l’effetto sono rapidi, 15 minuti circa.

Oltre che negli Stati Uniti, anche in Italia sono molto attivi i Centri di Sperimentazione di Milano, Napoli, Pisa. Dovrebbe andare in commercio, in Italia, agli inizi del prossimo anno.

L’Andrologia sta facendo, come si vede, degli enormi passi avanti; purtuttavia, esistono attualmente leggi obsolete che ne vorrebbero negare l’autonomia come specializzazione medica, con la conseguenza di sofismi bizantineggianti e con Soloni legulei che disquisiscono se l’Andrologia e la Sessuologia siano “perfezionamenti” che non si possono pubblicizzare; che vuol dire soprattutto portare a conoscenza del pubblico e di chi soffre, che esistono dei medici esperti nel settore. Mentre se fossero considerate “specializzazioni”, che in Italia però non esistono, allora l’informazione potrebbe essere anche fatta. Comunque, di tali problemi, l’attuale Presidente della Società Italiana di Andrologia, della quale io sono socio, ha parlato recentemente col Dirigente generale del Ministero della Sanità.

I tempi sono cambiati, l’impatto sociale e le sofferenze fisiche e psichiche che provocano i disturbi sessuali, nessuno li può più negare e la percentuale di chi soffre di tali disturbi è elevata. Si spera che anche le leggi evolvano e che seguano i bisogni legittimi e concreti delle persone.