Sessuologia - Andrologia psiche e soma

Da “Il Gazzettino” del 20/06/2000

Sono appena tornato da un Congresso sulla disfunzione erettiva e reputo utile riferire alcune problematiche affrontate.

Si sono tracciate delle “linee guida” sulla diagnosi e la terapia dei disturbi erettivi che colpiscono, secondo un recente studio epidemiologico italiano, circa il 13% degli uomini dai 18 ai 70 anni, ovviamente con una frequenza minore nei giovani e maggiore nell’età avanzata.

Eravamo un centinaio di medici andrologi, la maggior parte di estrazione chirurgico-urologica, altri di estrazione medico-endocrinologica, altri di estrazione e formazione sessuologica e psicoterapica.

Si è parlato degli esami da fare in caso di disturbi erettili, differenziati anche in base all’età, ma anche personalizzati e sempre dopo aver fatto una esaustiva anamnesi (storia del paziente) ed uno scrupoloso esame obiettivo (visita al paziente).

Bisogna arrivare, prima di una qualsiasi terapia, ad una “diagnosi” del disturbo, escludendo soprattutto le cause organiche. Questo per serietà medica, ma anche perché il paziente si sentirà più sicuro ed avrà più fiducia nel medico e nella terapia quando gli si fanno fare preliminarmente alcuni esami “mirati” al suo disturbo; e ciò anche quando noi medici ci rendiamo conto sin dal primo approccio che il suo disturbo è funzionale o psicogeno ed anche quando è lo stesso paziente che “se lo sente ” che è di questo tipo.

Se gli “esami” risulteranno negativi, cioè normali, il paziente inizierà con più fiducia una psicoterapia sessuologica, eventualmente associata, all’inizio, a qualche farmaco che oggi esiste ed aiuta a sbloccarsi prima.

Se invece con gli esami si scoprisse che il disturbo ha una causa organica, la terapia sarà guidata da questa. Potrebbe scoprirsi un diabete, magari iniziale; potrebbe esserci un disturbo circolatorio, anche solo localizzato; potrebbe esserci un dismetabolismo o una endocrinopatia. Potrebbe esserci una “induratio penis”; potrebbe esserci qualche causa neurologica, o iatrogena (da farmaci), o da tossici (droghe, alcool, nicotina). Ma anche in questi casi è da tener presente che accanto alla causa organica, che andrà ovviamente curata in maniera specifica, ci sarà quasi sempre associata una componente psicologica di ansia da prestazione e depressiva, che aggrava la sintomatologia e che andrà quindi anche questa curata con un approccio sessuologico, coinvolgendo, se del caso, anche la partner.

I problemi sessuali nell’uomo vengono vissuti spesso anche con una diminuita autostima non solo nell’ambito specifico sessuale ma anche in altri aspetti della sua vita di relazione; ecco perché il medico andrologo non può prescindere da una sua approfondita competenza anche sessuologica.