Pene storto

Pene storto

Da “Il Gazzettino” del 05/02/2001

Abbastanza numerose le lettere e le telefonate su una patologia andrologica chiamata dai pazienti “pene storto”, che ha, come sempre accade in andrologia, risvolti sessuologici.

Scientificamente il termine è “induratio penis plastica” o malattia di La Peyronie dal nome del chirurgo che la descrisse nel 1743. Era il medico personale di Luigi XIV, il Re Sole, che appunto aveva questa patologia.

Nonostante l’illustre esordio, la malattia rimase quasi completamente dimenticata fino all’ultimo nostro ventennio, che vide un progresso sempre crescente di tutta l’andrologia.

La malattia di La Peyronie è una alterazione localizzata alla tunica albuginea dei corpi cavernosi del pene, con formazione di placche fibrotiche che determinano, specie durante l’erezione, una curvatura il più spesso dorsale o laterale del pene, fino anche a 90°. E’ accompagnata spesso da dolore, con difficoltà più o meno marcata della funzionalità sessuale.

Sulla frequenza, la maggior parte degli Autori si attesta su un caso ogni 200 (0,50%), ma altri studiosi hanno osservato alterazioni della tunica albuginea con molta maggior frequenza.

La malattia è poco comune prima dei 40 anni, poi la sua frequenza cresce gradualmente con l’età, con un picco sui 60 anni.

Non si sa quale sia la causa della formazione delle placche; le varie ipotesi o le concause sono: quella autoimmune, la predisposizione ereditaria, il microtraumatismo.

Spesso la sintomatologia all’inizio è vaga; la disfunzione dell’organo è e rimane a volte poco marcata, mentre altre volte, in circa il 30% dei pazienti, è tale da non permettere il coito, sia per la accentuata curvatura, sia per il dolore alla penetrazione.

La diagnosi la si fa con l’osservazione, la palpazione e con l’ecotomografia.

La terapia non chirurgica può essere farmacologica generale, farmacologica locale e con mezzi fisici (infiltrazioni, ionoforesi, ultrasuoni, ecc.).

La terapia chirurgica dalla rimozione delle placche, fino all’impianto protesico, è indicata quando c’è un’alterazione importante o impossibilità della funzione sessuale.