Par condicio

da “Il Gazzettino” del 11/06/1998

“Par condicio”: se ne parlava in continuazione, circa due anni fa. Poi il silenzio.

Che se ne ritorni a parlare – speriamo non troppo e non a sproposito – per merito o colpa del “Viagra per signore”? Si sta sperimentando il Viagra (o simili) anche sulle donne e pare che funzioni. Sarebbe una pari opportunità terapeutica, a chi serve, per curarsi una carenza o un disturbo, che non si può non condividere.

Il tema dei farmaci che aiutano la sessualità femminile potrebbe senz’altro scatenare fantasmi; e discorsi infiniti ammantati di morale che potrebbero invece avere una motivazione profonda di paura… di perdere. Ma di perdere cosa? E chi potrebbe avere questa paura? Molti uomini potrebbero pensare: abbiamo appena riconquistato (dal Viagra) la sicurezza sessuale, minata dall’emancipazione femminile ed ecco che adesso anche alle donne si dà la possibilità di “far scintille ” a letto… riperdiamo la sicurezza.

Ma a questo punto si devono fare alcune considerazioni. La prima è che, chi è sicuro di sé non gradisce, non gli serve che l’altro sia insicuro, carente… anzi, tutt’altro… e poi farà meno fatica , sarà più rilassato. Inoltre io credo che le donne non si scateneranno, non andranno “matte per il Viagra “, come è successo a molti uomini.

Io credo che, ancora oggi, molte donne siano condizionate a non dare molto valore al sesso. Esse si reputano appagate se pensano di essere amate, e di fare stare bene il loro uomo. C’è una lontana radice biologica in tale psicologia femminile; ma io credo di più a secoli di condizionamento sociale.

Ma oggi la donna lavora per lo più fuori casa, guadagna, è importante socialmente quanto l’uomo. Anche per la donna casalinga, che lavora in casa cioè, è cambiato il modo ed il tipo di lavoro, di condurre la casa, l’impegno nell’educare i figli. Se è intelligente, se ama la cultura, se non è “casalinga frustrata”, sa tenere anche i rapporti adeguati familiari e sociali; è quindi anch’essa cambiata e
considerata importante alla pari delle altre.

Ed è allora giusto, è arrivato il momento, che la donna si scrolli da dosso il concetto che serietà fosse quasi sinonimo di castità o peggio di disinteresse sessuale e frigidità.

Ben venga anche per lei un aiuto se le serve, se ha problemi sessuali, se è un medico esperto in tali problemi e disturbi a reputare opportuno prescrivere un farmaco che le migliori la qualità della vita; com’è per gli uomini, con pari opportunità terapeutiche e “par condicio” effettiva, eticamente giusta.