Transessualità - sentirsi in un corpo sbagliato

Il transessuale è un individuo che, fin da piccolo, si sente imprigionato in un corpo con cui la sua psiche non si identifica: esso vuole a tutti i costi diventare fisicamente come si sente psichicamente. E’ essenzialmente un grave disturbo di identificazione psicosessuale di cui non si conoscono le cause.

Capisco e so che i transessuali non vorrebbero essere definiti né così né in alcun altro modo, ma le definizioni servono per sintetizzare ciò di cui si vuol parlare. Nello specifico è anche per distinguere il “transessuale” da altri modi di essere o di vivere la propria sessualità. Ad esempio, alcuni confondono o assimilano il transessuale con l’omosessuale o con il bisessuale o con il travestito, o con l’ermafrodita. Tutto ciò è errato.

Ma se noi, studiosi della materia sessuologica, addetti ai lavori per quel che si può fare, non chiariamo, dando delle definizioni, i parametri, i concetti consolidati dalla conoscenza scientifica attuale; se noi, per paura di ferire la sensibilità esasperata di alcuni di questi soggetti, o per paura della loro aggressività verbale, che è ovviamente un meccanismo di difesa che, a volte, può arrivare anche all’ostentazione sfacciata del loro “essere così”; se noi, ripeto, non cerchiamo di dare delle definizioni e dei concetti chiari, allora sì che essi rimarrebbero ancora più emarginati e visti come soggetti aberranti e moralmente negativi, cosa che invece non è. La cultura, la conoscenza serena di tali aspetti della natura può solo giovare alla loro immagine e a non dare un valore morale negativo.

Mi accorgo che ho dato solo la definizione della transessualità. Ma ho dato alcuni concetti generali sulla necessità di definire i molteplici “modi di essere” nell’ambito della sessualità umana. Lo spazio è tiranno e quindi, nei prossimi articoli, continuerò a parlare dei transessuali e degli altri “modi di essere” e di vivere la sessualità.