Andros

Da “Il Gazzettino” del 10/10/2000

Sabato u.s. sono stato a Roma, ad un Congresso organizzato da Andros Italia, associazione di Medici che si interessano dell’Andrologia e che riunisce medici di formazione Andrologica-Urologica e di formazione Andrologica-medica.

Si svolge in media annualmente in varie città d’Italia e favorisce la divulgazione e la informazione sui più rilevanti temi andrologici in un’ottica soprattutto pratica ed all’avanguardia. Ricca la partecipazione di medici di base e di specialisti in varie discipline.

Si è parlato di “Erezione”, “Eiaculazione” e “Fecondazione”. Sui disturbi erettivi si è posto l’accento sulla necessità di fare prima di tutto la diagnosi, cioè di scoprire le “cause” del disturbo; non si deve, come purtroppo alcuni, anche medici, fanno, prescrivere una pastiglia di “Viagra”, così, alla cieca, per vedere ciò che succede. Si devono fare degli esami, mirati secondo il paziente, e dopo si darà la cura che potrà anche essere il “Viagra”, ma non è detto che sia questo o soltanto questo. Si è parlato di nuovi farmaci in fase avanzata di sperimentazione e che usciranno nel nuovo anno.

Le molecole e le sigle dei nuovi farmaci sono: “apomorfina”, “Bay 38-9456”, “IC. 351”, “U.K 357903”, “PNU 83757”. Il nome commerciale ancora non è stato dato. Potranno essere utili nelle forme in cui il Sildenafil (Viagra) non è efficace, o quando il paziente non vuole o non può farsi le iniezioni “in loco”, intracavernose, di prostaglandine.

Per l’eiaculazione precoce, a livello farmacologico ci sono i farmaci serotoninergici, alcuni più efficaci di altri, ma sempre associati ad una terapia sessuologica e psicoterapica specifica sessuale.

Sulla Fecondazione si è parlato delle Tecniche di riproduzione assistita, da quelle a bassa tecnologia quale la Inseminazione artificiale omologa (AIH), a quelle ad alta tecnologia quale la Fecondazione in Vitro (FIVET) e della Microinseminazione (ICSI).

Ma prima di utilizzare tali programmi di riproduzione assistita, bisogna fare sempre una valutazione diagnostica approfondita del maschio infertile; soprattutto un esame seminologico il più completo possibile; ma non solo, perché ad esempio anche la totale azoospermia potrebbe essere un segno, un sintomo, di varie patologie anche curabili.