Polluzione e masturbazione

Da “Il Gazzettino” del 03/08/2000

Un sacerdote intelligente, mio conoscente da anni, mi ferma e si complimenta con quanto scrivo da anni nella mia Rubrica del Gazzettino “…anche se l’argomento è scottante…”. Mi chiede se posso spiegare la differenza tra polluzione e masturbazione. Mi dice:

“…la polluzione a volte dà dei sensi di colpa ai giovani… capisco la masturbazione, che è un atto volontario…”.

Gli anticipo quale sarà la mia risposta e gli prometto che ne scriverò.

La polluzione è l’involontaria emissione di liquido seminale, durante la notte, accompagnata di solito da sogni erotici e da sensazioni di piacere. E’ semplicemente assurdo e sbagliato avere sensi di colpa per la polluzione, ma dire questo non serve a niente a chi ha questo problema psicologico. Non bisogna instillare nei giovani il concetto che il piacere sessuale è peccato: questo è il punto. I peccati sono ben altri!!

Quindi non si tratta di far “guarire” chi ha questi complessi, quanto di prevenirli con una sana e laica educazione sessuale.

La masturbazione è, invece, la soddisfazione di un istinto sessuale, da soli. Da soli o per mancanza di partner, o anche se si ha il partner ma ogni tanto si sente il bisogno di soddisfarsi da soli.

Anche questa, la masturbazione, non deve essere considerata peccato, non deve essere vietata. Ho scritto varie volte che, oltre ad essere normale e naturale, può essere anche terapeutica in alcuni disturbi sessuali, sia femminili (difficoltà a raggiungere l’orgasmo), che maschili (eiaculazione precoce), ovviamente assieme e nel contesto di una psicoterapia specifica sessuologica.

Voglio precisare che la mia risposta è quella di un medico sessuologo, necessariamente laico e libero da specifiche ideologie e condizionamenti.

Ad ognuno il suo mestiere, ma sono convinto che la Sessuologia deve essere intesa, oggi, con criterio medico-psicologico, che tenga conto dei progressi della scienza e l’educazione sessuale deve dare tranquillità e gioia alla vita.