Paura di innamorarsi

Da “Il Gazzettino” del 21/09/2000

Ricevo una lettera che riporto nei punti più significativi.

“Gentile dottor Mercuri, sono una ragazza di 28 anni. Non riesco più a innamorarmi… dopo tre mesi sono già stufa… in realtà questo mi succede da qualche anno, dopo un amore finito, per il quale ho tanto sofferto… mi ha lasciata lui, ma in realtà la storia dopo tre anni non funzionava più…”.

Gentile signorina,

il non riuscire ad innamorarsi il più delle volte nasconde la paura di innamorarsi; ed è questo un problema per molte persone, specie donne.

La prima età in cui si assiste alla nascita di questo bellissimo sentimento è quella dell’adolescenza, sotto la spinta di fattori soprattutto ormonali che portano evidenti cambiamenti fisici e psicologici e per una maggior frequentazione di ambienti esterni alla famiglia. L’innamoramento necessita di due elementi: uno interno che riguarda noi stessi, il nostro io, ed uno esterno che consiste nel trovare la persona adatta a noi, che presenti cioè quelle caratteristiche per le quali ci sentiamo attratti e che risentono delle nostre motivazioni inconsce. Il non riuscire ad innamorarsi può essere legato al timore inconscio di crescere, di dover abbandonare l’infanzia, vissuta come protezione o anche alla paura di affrontare alcune difficoltà di relazionarsi nella coppia e dell’impegno di mantenere la relazione stessa che può presentare delle obbiettive difficoltà.

Molti hanno timore di ri-innamorarsi, specie se sono stati lasciati dal partner, paura che questo si riverifichi e quindi di soffrire ancora. Ma, passato un certo periodo di tempo, variabile da persona a persona, rielaborata l’esperienza dolorosa, riesaminati con obbiettività i motivi della separazione, se le proprie capacità relazionali sono normali, allora sarà naturale che ci si innamori nuovamente.

Al di là delle paure consce o inconsce che, come detto, molto spesso sottendono alla incapacità di innamorarsi, alcune persone hanno quasi una ossessività di perfezionismo, nel senso che attendono “l’anima gemella”, il compagno perfetto, “il principe azzurro”. In tali casi c’è un aspetto di personalità con scarsa attinenza alla realtà per quella che è; ma anche questo aspetto, a ben guardare, è pur sempre legato a una paura, quella di sbagliare a scegliere; non ci si mette quindi in gioco, si preferisce aspettare… spesso troppo a lungo.